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Turismo e terrorismo jihadista

5 maggio 2016

Recensioni

Turismo e terrorismo jihadistaTurismo e terrorismo jihadista

È questo il titolo del nuovo libro di Nicolò Costa, sociologo del turismo e dello sviluppo locale, che affronta l’argomento del terrorismo e delle sue implicazioni e conseguenze nel mondo del turismo. Ma Costa non si limita a “parlare” (come sanno fare sempre molto bene i sociologi) per illustrare i termini del problema, ma suggerisce anche idee per superare questa emergenza che sta non solo compromettendo la pace mondiale, ma sta creando danni incalcolabili al patrimonio culturale e archeologico con gli atti di vandalismo  e al turismo. Questi due settori sono di vitale importanza per l’economia dei Paesi del terzo mondo e in particolare per la Tunisia e l’Egitto per rimanere nell’ambito del Mediterraneo. In sostanza il terrorismo jihadista, con gli attentati in Europa, in Medio Oriente e in Africa e in particolare contro coloro che viaggiano in quei paesi, finisce in primis per colpire anche le economie di quegli stessi paesi che, attraverso l’accoglienza ai turisti, diffondono uno stile di vita e dei valori contrapposti a quelli predicati dai fanatici fondamentalisti islamici: illuminante a questo riguardo è il sottotitolo del libro: “I valori liberali della vita mobile e i nuovi nemici della società aperta”. Costa non è certamente uno che non si espone e, da attento studioso del fenomeno del turismo, non le manda a dire neanche a una certa classe politica specie comunista, che lui accusa di aver in passato “denigrato” il movimento turistico di massa paragonandolo al terrorismo, in quanto fattore di “inquinamento” e trasformazione delle culture e dei valori dei paesi recettori di domanda turistica. I rappresentanti (intellettuali critici) di questa classe politica, accusa sempre Nicolò Costa, non riescono neanche ora a comprendere appieno né le cause della rivoluzione islamica, né l’origine del terrorismo jihadista, perché le loro “categorie di analisi” partono dal presupposto che le colpe scatenanti di questi fenomeni siano da ascriversi agli errori commessi dall’occidente colonialista nelle aree del medio oriente. Gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, del 13 novembre 2015 e ai molteplici luoghi dell’ospitalità e del tempo libero, secondo Costa sono invece interni alla rivoluzione islamica iniziata con l’ayatollah Khomeini nel 1979 in Iran. Questa rivoluzione è infatti nemica dei valori liberali e dei “piaceri materiali” sul piano economico, sociale e culturale inventati e praticati dall’occidente e diffusi dalle “vite mobili” di coloro che “viaggiano tra le città e attraverso le culture”. Con questa presa di posizione netta, Nicolò Costa quindi si colloca fuori dal coro conformista del politicamente corretto, del multiculturalismo e del radicalismo “critico”. Saranno quindi le sempre più diffuse “vite mobili” del nuovo ceto medio internazionale, dei nuovi leader economici e politici cosmopoliti a sconfiggere i fondamentalisti islamici non solo religiosi e i terroristi che sono i nuovi nemici della società aperta. Insomma, Nicolò Costa sembra investire il movimento turistico e gli operatori turistici, che lui chiama “gli imprenditori dei piaceri”, della delicata e difficile missione di diffondere i valori liberali della nostra “società aperta” anche presso il mondo islamico e tra gli immigrati. Lui infatti è convinto che perfino chi è oggi fondamentalista o terrorista possa cambiare e abbandonare profezie e millenarismi, la causa religiosa dell’infelicità e dell’auto-distruzione a cui si sono convertiti i martiri del terrorismo auto-esplodente. Questa chiosa mi ricorda una frase che soleva ripetere un mio vecchio professore di Politica del Turismo in Bocconi: “Se ci fosse stato in passato più turismo, ci sarebbero state meno guerre”. Forse è così, ma non può esserci controprova e il libro di Nicolò Costa in qualche modo “sposa” questa tesi. Il turismo infatti è prima di tutto incontro tra persone e quindi veicolo di conoscenza reciproca e di scambio tra valori, culture, storie e saperi differenti. Questo incontro-scambio per essere corretto e vantaggioso sia per i residenti e i loro territori, sia per gli attori del movimento turistico deve però essere improntato all’etica e al reciproco rispetto.

L’autore

Nicolò Costa: è sociologo del turismo e dello sviluppo locale, consulente di enti locali e di imprese private che operano nel mondo del turismo, dell’ospitalità e della mobilità. Attualmente è coordinatore del corso di laurea in Scienze del Turismo presso l’Università di Roma Tor Vergata, dopo aver ricoperto il ruolo di preside del corso di laurea in Scienze del Turismo e Comunità Locale presso l’Università di Milano Bicocca dal 2001 al 2005. Ha pubblicato numerosi saggi in italiano, inglese e francese. Tra i suoi volumi più recenti, segnalo: “Verso l’Ospitalità Made in Italy” (Roma, 2013) e “Web marketing e destinazione ospitale” (Milano 2012).

Il Libro

“Turismo e terrorismo jihadista – I valori della vita mobile e i nuovi nemici della società aperta”. Soveria Mannelli (CZ), 2016 – Pagine 125 – Prezzo: 12,00 €  – Editrice: “Rubbettino Università” http://www.store.rubbettinoeditore.it

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