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Turismo d’affari: crescita continua

16 marzo 2016

Turismi e prodotti

Se cresce l’economia crescono anche i viaggi d’affari

È stato presentato in BIT a Milano nel febbraio scorso l’Osservatorio Business Travel, giunto alla 15^ edizione, a cura della rivista “Turismo d’Affari” dell’Editore Ediman, condotto dal prof. Andrea Guzzardi e realizzato con il supporto scientifico e tecnico della Scuola Superiore di Scienze Turistiche dell’Università di Bologna. Nel 2015 i viaggi d’affari delle imprese italiane sono cresciuti del 3,3% rispetto al 2014, raggiungendo quota 31,76 milioni e un giro d’affari di 19,5 miliardi di euro, con un aumento del 2,0% rispetto al 2014. Questi incrementi sono dovuti soprattutto alla crescita dell’economia globale che, secondo il Fondo Monetario Internazionale, ha fatto registrare nel 2015 rispetto al 2014, un aumento del 3,2% del PIL mondiale e del 3,3% del commercio internazionale, mentre nel nostro paese la crescita del PIL è stata solo dello 0,7%. Le destinazioni dei viaggi d’affari che hanno avuto  il maggiore incremento sono state quelle nazionali con il 3,4% rispetto al 2014 e con un totale di 22,4 milioni di viaggi, seguite da quelle verso gli altri paesi europei con una crescita del 3,3% e un totale di 3,3 milioni di viaggi effettuati, seguite dalle destinazioni extraeuropee con un +1,7% e con 2,2 milioni di viaggi, come si evince dalla tabella n. 1. La minore crescita delle destinazioni intercontinentali ha risentito dell’indebolimento della domanda dei Paesi emergenti e dell’aumentato livello di rischio in diverse aree del globo a causa del terrorismo.

Tabella 1 – Viaggi d’affari per destinazioni (valori assoluti x 1000)OBT 1

Viaggi d’affari per settori produttivi

Le imprese del settore terziario (distribuzione, logistica, marketing, vendite e servizi post-vendita di realtà industriali e finanziarie) sono quelle che hanno realizzato le migliori performance con una crescita del 4,3% rispetto al 2014 del numero dei viaggi d’affari, dovuta soprattutto a quelli verso l’Europa (+ 5,1%) per un totale di 2,4 milioni di viaggi, seguiti da quelli in Italia (+ 4,4% per un totale di 19,2 milioni di viaggi), mentre le destinazioni extraeuropee hanno avuto un incremento dell’1,3%  per un totale di 835 mila viaggi. Il settore industriale ha invece visto una crescita più contenuta dei viaggi d’affari (+ 0,4%) per un totale di 8,35 milioni di viaggi, dovuta nel 2015 a una performance negativa (- 0,9%) dei viaggi verso l’Italia (in totale 3,25 milioni) a causa della de-industrializzazione che caratterizza il nostro sistema produttivo e della crisi del settore delle costruzioni. Il segno positivo (+1,7%) dei viaggi verso l’Europa (3,75 milioni in totale) e di quelli verso i paesi extraeuropei (+ 2,0% con 1,35 milioni di viaggi) denota una crescita comunque inferiore a quella più forte che aveva caratterizzato gli anni scorsi, dovuta in negativo, secondo i ricercatori, al rallentamento della congiuntura nei Paesi emergenti e all’aumentato livello  di rischio in diverse aree.

Tabella 2 – Viaggi d’affari per destinazione e settori produttiviOBT 3

La durata dei viaggi d’affari

Nel 2015 il deciso rialzo delle trasferte nazionali ha contribuito alla forte crescita del cosiddetto “escursionismo d’affari”, i viaggi cioè senza pernottamento (vedi Tabella 3), che hanno superato i 12,6 milioni (+ 4,5% sul 2014) e rappresentano il 39,8% del mercato. Performance più contenute invece (+1%) hanno realizzato i viaggi con più di due pernottamenti (in totale  5.875)  e uno share di mercato del 18,5%, e i viaggi con uno o due pernottamenti (+3,1) che con  13,25 milioni rappresentano la quota più consistente del mercato con il 41,7% del totale dei viaggi.

Tabella 3 – Viaggi d’affari per durataOBT 4

I tagli alla durata media delle trasferte più brevi, secondo l’Osservatorio, si sono concentrati sulle destinazioni nazionali ed europee, dove ci sono maggiori opportunità di trasporto aereo anche low cost per raggiungere le principali mete e in particolare Francia e Germania, oltre ai collegamenti dell’alta velocità che si stanno espandendo in maniera esponenziale specie sulle più importanti direttrici di traffico. Se si esaminano i dati sui mezzi di trasporto usati infatti si scopre che (vedi tabella 4) che è stato il treno ad aver avuto il maggiore incremento (+3,9%) rispetto al 2014 per un totale di 4,67 milioni di viaggi (14,7% di share del mercato), seguito dall’aereo con un + 3,8% (in totale 12,43 milioni di viaggi) e il 14,7% del mercato. L’auto però continua ad essere il mezzo più usato dagli uomini d’affari con 14,66 milioni di viaggi (+ 2,6% rispetto al 2014) e una quota di mercato del 46,2%: tali performance sarebbero dovute al vistoso calo del gasolio per autotrazione e all’incremento del parco auto delle aziende, favorito dalle recenti norme fiscali  sulla deducibilità dei costi.

Tabella 4 – Viaggi d’affari per mezzo di trasportoOBT 6

Le motivazioni dei viaggi d’affari

L’analisi per motivazioni evidenzia un 2015 favorevole soprattutto per i viaggi individuali per incontrare clienti e fornitori, che crescono del 4,1% rispetto al 2014, raggiungendo quota 21,13 milioni, che rappresentano il 66,5% del mercato (vedi tabella 5). La seconda motivazione è costituita dalla partecipazione alle fiere per un totale di 4,9 milioni di viaggi (+ 1,3% rispetto al 2014) e una quota del 15,5% del mercato, mentre il terzo posto è occupato dai viaggi  per partecipare alle riunioni aziendali (3,2 milioni), cresciuti dell’1,4% rispetto al 2014 e con una quota di mercato del 10,1%. Esiste infine un quarto segmento denominato “altro” che comprende la partecipazione a congressi e a viaggi incentive in occasione del lancio di nuovi prodotti, che nel 2015 ha generato 2,5 milioni di viaggi (+ 3% rispetto al 2014) e una quota di mercato del 7,9%.

Tabella 5 – Motivazioni dei viaggi d’affariOBT 7

Le spese per viaggi d’affari

Nel 2015 la spesa per i viaggi d’affari delle imprese private italiane è cresciuta del 2,0% rispetto al 2014, salendo a 19,5 miliardi di euro (vedi tabella 6). I viaggi all’interno dell’Italia sono quelli che hanno realizzato la migliore performance, essendo cresciuti del 3,3%, raggiungendo un fatturato di 6.998 milioni di euro, determinati dalla crescita dei prezzi di alloggio, vitto e trasporto aereo che, secondo l’Istat sono aumentati rispettivamente del 2,2%, dell’1% e del 5,1%. Tali aumenti però sono stati bilanciati dal crollo dei costi del carburante, sceso in un anno del 12,3%. Più contenuto invece (+1,2%) è stato l’aumento dei costi dei viaggi verso i mercati internazionali, determinato prevalentemente dalla forte rivalutazione del dollaro rispetto all’euro, condizionato dalla forte diminuzione dei prezzi dei voli europei e intercontinentali (rispettivamente -3,4% e – 4,4%) bilanciata in parte dalla crescita dei prezzi dell’alloggio. Interessante è la composizione delle varie voci di spesa, riportate nella tabella 7, da cui si evince che

Tabella 6 – Spese per viaggi d’affari (milioni di euro)OBT 8

quella più consistente è rappresentata dal trasporto (11.088 milioni) con il 56,9% del totale, composta a sua volta dalle biglietterie aeree e ferroviarie (36,4%) e dai noleggi di auto e trasporti locali (20,5%). La seconda spesa per consistenza è quella per l’alloggio (5.631 milioni) con il 28,9%, seguita al terzo posto dalla spesa per il vitto e la ristorazione (14,2%) per un totale di 2.767 milioni di euro.

Tabella 7 – Ripartizione della spesa per viaggi d’affari per tipologie di servizi OBT 10

Considerazioni conclusive

L’indagine, come scrivono i ricercatori a margine della pubblicazione, è stata condotta su un campione di imprese stratificato per dimensione e settore produttivo, composto esclusivamente da imprese private di dimensioni superiori ai nove addetti. Dall’indagine però sono state escluse le imprese agricole, le microimprese e quelle del pubblico impiego, facendo ricorso all’archivio Asia 2013, che rappresenta circa il 25% delle imprese e il 70% degli addetti complessivi in Italia. L’indagine statistica, condotta mediante questionario elettronico autocompilato, si è svolta tra novembre e dicembre 2015, intervistando direttamente i responsabili della gestione dei viaggi, ed ha consentito anche di elaborare previsioni sulle dinamiche del fenomeno per il 2016. Previsioni però che qui non riporto perché personalmente trovo sempre un po’ azzardate le…profezie riferite al settore del turismo. Esso infatti, più di qualunque altro fenomeno socioeconomico, è influenzato da una serie di “eventi erratici” soprattutto di natura esogena, che ne condizionano le dinamiche, pur non mettendo in dubbio la scientificità della metodologia adottata nell’elaborazione di tali previsioni. Con queste premesse sono però altrettanto convinto che i dati e le statistiche riportate nell’Osservatorio Business Travel non rispecchiano totalmente le dimensioni del segmento dei viaggi d’affari in Italia, tanto più che esiste un altro studio, il “Business Travel Survey” condotto dal gruppo “UVET- Amercican Express” con il supporto tecnico-scientifico di “The European House–Ambrosetti”. Attendo quindi la pubblicazione del “Business Travel Survey” per poter dare una valutazione più attenta circa il fenomeno dei viaggi d’affari in Italia.

 

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