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Il Viaggio di Rubén Blades

16 maggio 2016

L’angolo della poesia

Paul Gauguin (1848 - 1903). "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" Metafora del viaggio della vita.

Paul Gauguin (1848 – 1903). “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” Metafora del viaggio della vita.

 

Rubén Blades Bellido de Luna (questo il suo nome completo) è un cantautore e attore nato nel 1948 in Panama, dove ha anche ricoperto il ruolo di ministro del turismo dal 2004 al 2009, candidandosi una volta anche alla carica di Presidente del Panama nel 1994, risultando il terzo candidato più votato. È cantante, compositore e interprete soprattutto di musica latina e ha inciso decine di album, aggiudicandosi per ben sette volte il Grammy Award. Come attore ha recitato in oltre trenta film, ricevendo anche due nomination come miglior attore non protagonista in serie TV. Rubén Blades possiede quindi una personalità complessa ed eclettica, ma in questo blog interessano soprattutto i testi di alcune sue canzoni. Tra questi ce n’è uno intitolato “Il viaggio” tratto dal suo album “Caminando”, che riguarda il senso del viaggiare, anzi del “camminare” perché non basta andare in un determinato paese, visitarlo a bordo di un’auto o di un pullman per carpirne la sua bellezza, la sua cultura in generale e conoscere soprattutto i suoi abitanti e i loro problemi. Per Rubén Blades occorre quindi un viaggio lento, camminando, per potersi fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare, un’esperienza e un’emozione da condividere e apprendere così il senso della vita. Comprendendo il senso della vita e i modi che ognuno ha di affrontarne le sfide e le difficoltà, seguendo gli altri passi come scrive Rubén, si può giungere alla saggezza: quella cui giunse Gilgamesh, il mitico re sumero della città di Uruk vissuto intorno al 2600 avanti Cristo: “Egli esplorò ogni paese/ed imparò la somma saggezza”, come si legge in una delle tavolette in cui è incisa la “Epopea di Gilgamesh”. Viaggiare infatti, come scrive ai nostri giorni il sociologo Mar Augé, significa “andare altrove per costruire se stessi”. Questa era anche la molla che ha spinto i viaggiatori del Grand Tour dal 16° e fino al 19° secolo a visitare la Francia e soprattutto l’Italia: essi infatti viaggiavano per conoscere le grandi civiltà del passato (soprattutto la Magna Grecia e Roma) attraverso i loro monumenti archeologici per perfezionare la loro formazione culturale, sociale e anche artistica. Oggi purtroppo in seguito all’esplosione del turismo di massa, si viaggia soprattutto per divertimento, per curiosità e per “vedere” più che per conoscere e apprendere, tanto che lo scrittore brasiliano Paulo Coelho si è sentito in dovere di dettare una sorta di decalogo (“Dieci consigli di viaggio”, pubblicati su “Il Corriere della Sera” del 15 agosto 2002) per “recuperare” l’originaria filosofia del senso e dello scopo del viaggiare. Qui di seguito cito i primi due fondamentali “comandamenti”: “1. Evita i musei. I musei sono importanti, ma quando ci si trova in una città straniera è più interessante scoprire il presente che andare a caccia del passato. – 2. Vai nei bar. Sono i posti dove la vita delle città si manifesta, dove la gente va a prendere il caffè, a parlare del tempo e a discutere con gli amici.”  Commenterò in un altro articolo il decalogo completo di Coelho. In conclusione, un viaggio che ci segnerà per tutta la vita è quello fatto con occhi spalancati per osservare con attenzione anche le mutevoli atmosfere dei luoghi, con orecchie ben tese per ascoltare le parole e le storie di chi si incontra, con passi lenti “che scalfiscono la superficie dei luoghi”, con lo spirito e la mente aperti e attenti a carpire l’essenza dello spirito del luogo che si visita. E poi magari “ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre!” come scrive il poeta e scrittore portoghese José Saramago, premio Nobel nel 1998, nel suo libro “Viaggio in Portogallo”. Perché il viaggio non è altro che la metafora della vita, come illustrato nel capolavoro di Paul Gauguin dal significativo titolo “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”.

Il Viaggio

Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita

senza mai scalfire la superficie dei luoghi

nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.

Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare

chiunque abbia una storia da raccontare.

Camminando si apprende la vita,

camminando si conoscono le cose,

camminando si sanano le ferite del giorno prima.

Cammina guardando una stella

ascoltando una voce

seguendo le orme di altri passi.

Cammina cercando la vita,

curando le ferite lasciate dai dolori.

Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.

(Rubén Blades – 1991)

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