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Guida Turistica: professione da ridefinire?

23 marzo 2016

Imprese e Professioni

L’identikit delle guide turistiche italiane

Durante la BIT di Milano il mese febbraio scorso è stata presentata la prima indagine nazionale sulle guide turistiche in Italia, realizzata da ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) di Unioncamere, per conto di Confguide, la Federazione nazionale delle guide turistiche aderente a Confcommercio.  La ricerca è suddivisa in tre sezioni: la prima sezione è costituita da un censimento delle guide turistiche abilitate, realizzato attingendo ai dati dei siti istituzionali delle Regioni e delle Province, dove sono riportati gli elenchi nominativi con l’indicazione delle lingue straniere parlate, i recapiti telefonici o le email. La seconda sezione consiste in un’indagine campionaria rivolta alle guide stesse, realizzata attraverso interviste telefoniche, volte a rilevare i titoli di studio e le varie abilitazioni conseguite, gli aspetti fiscali, i committenti, le modalità, i tempi e i luoghi di svolgimento della loro attività, il target prevalente della loro clientela ecc.. La terza sezione della ricerca è costituita da interviste telefoniche alle strutture ricettive certificate “Ospitalità Italiana” per conoscere il grado di collaborazione con le guide turistiche locali, il grado di fruizione del servizio, le modalità e il circuito attraverso cui l’operatore della ricettività contatta le guide. Il primo dato importante che emerge dalla ricerca è quello relativo al numero di persone abilitate alla professione di Guida turistica nel nostro Paese: in totale sarebbero 17.133 (vedi tabella 1), suddivise per Regioni, essendo le singole regioni a concedere l’abilitazione all’esercizio della professione da praticarsi all’interno della regione stessa. La regione con il maggior numero di professionisti abilitati è il Lazio con 3.439, seguita della Toscana con 2.347, dalla Puglia con 1.513, dalla Lombardia con 1.389, dal Piemonte con 1.266 e dalla Sicilia con 1.061. Chiude la classifica la Valle d’Aosta con sole 33 guide abilitate.

Tabella 1 – Guide turistiche in Italia – Distribuzione per RegioniGuide 17

Delle 17.133 guide, il 10,9% di esse dichiara di non esercitare attualmente la professione, che costituisce l’attività primaria o prevalente solo per il 49,9% di esse, mentre per il restante 50,1% rappresenta solo l’attività secondaria, a dimostrazione del fatto che trattasi di una professione che non consente di generare per tutti i professionisti un reddito sufficiente per vivere. Tale situazione è confermata anche dai dati che emergono dalla tabella n.5 circa la stagionalità dell’attività di Guida turistica, che vede la primavera come stagione più impegnata per l’83,3% di esse. L’età media delle guide è di 43 anni, il 38,0% di esse ha un’età tra i 31 e i 40 anni, il 32,1% è nella fascia tra i 41 e i 50, il 14,6% tra i 51 e i 60 anni, il 7,8% è ultrasessantenne, mentre i giovani fino a 30 anni sono soltanto il 7,5%.

Tabella 2 – Titoli di studio conseguiti dalle guide turisticheGuide 3

Il 16,5% ha un diploma di scuola media superiore e l’83,5% una laurea o in Lingue o in  Storia dell’arte o in Archeologia o in Conservazione dei beni culturali (vedi tabella 2). Il 37,7% di esse ha conseguito anche ulteriori abilitazioni: l’80,1% è anche Accompagnatore turistico, l’11,8% è Direttore tecnico di agenzia di viaggi, il 10,6% ha una specializzazione come Guida ambientale o escursionistica, il 3,7% quella di interprete e lo 0,8% è anche Guida alpina. Nonostante l’attività di guida turistica sia svolta quasi esclusivamente come libera professione, tuttavia solo il 37,1% di esse è coperto da polizza di assicurazione RC verso terzi (vedi tabella 3).

Tabella 3 – Altre abilitazioni conseguite dalle Guide turisticheGuide 4

In relazione agli adempimenti fiscali, circa 6 guide abilitate su 10 hanno una partita IVA, mentre il 29,2% del campione dell’indagine ha risposto che rilascia una ricevuta per prestazioni occasionali e il 26,2% ha adottato il regime dei minimi. Il 6,1% si dichiara esente IVA, il 5,7% ha un contratto come dipendente a tempo determinato e l’1,8% ha un contratto a progetto, mentre il 30.6% non ha risposta alla domanda circa il regime fiscale adottato (vedi tabella 4). Da sottolineare anche il fatto che solo il 44,3% delle guide è iscritto a un’associazione di categoria o sindacato, mentre il restante 55,7% ha dichiarato di non aderire ad alcun organismo di rappresentanza.

Tabella 4 – Regime fiscale delle guide turistiche Guide 11

L’attività delle Guide turistiche italiane

Interessante notare anche il periodo di lavoro: è la primavera la stagione più impegnata dell’anno per l’83,3% delle guide, seguita dall’estate per il 64,2%, dall’autunno per il 53,0%, mentre l’inverno è la stagione che impegna solo il 17,2% di esse. Dalla tabella 4 si evince anche che si lavora tutti i giorni della settimana: i giorni più impegnati sono però quelli del weekend per circa l’83% delle guide, circa il 50% di esse lavora dal lunedì al giovedì, con una percentuale che sale fino al 63,7% nel venerdì. Poco impegnati sono anche i giorni festivi in generale, in cui lavora solo il 19,9% delle guide. Le percentuali sul totale risultano superiori a 100 perché l’indagine consentiva più risposte, come evidenziato dalla tabella 5.

Tabella 5 – Stagionalità dell’attività di Guida turisticaGuide 5

È l’inglese la lingua straniera più richiesta dai turisti con il 57,6%, seguito a lunga distanza dal francese con il 15,5%, dal tedesco con il 10,1%, dallo spagnolo con il 6,6%, dal russo con il 5,1% e dal giapponese con il 3,1%, come risulta dalla tabella n. 6.

Tabella 6 – Lingua straniera più utilizzata dalle Guide turisticheGuide 6

Questa va infatti letta in combinato disposto con la successiva tabella n.7 circa le lingue parlate dalle guide turistiche in Italia, dove viene evidenziato che la maggior parte di esse (10.308 su 17.133) parla l’inglese, seguite da quelle che parlano francese (5.273 su 17.133), tedesco (2.865), spagnolo (2.806), russo (631) e portoghese (349). Al riguardo va precisato che le guide turistiche in prevalenza (l’87,9%) sono di madre lingua italiana, mentre il 12,1% di esse è di madre lingua straniera, con una prevalenza di quelle provenienti dalla Russia, dalla Francia, dalla Germania e dal Giappone.

Tabella 7 – Principali lingue parlate dalle Guide turistiche in ItaliaGuide 16

Identikit dei committenti e della clientela delle Guide turistiche

I principali committenti delle Guide sono le agenzie di viaggi, indicate dal 55,7% del campione, seguite dai Tour Operator per il 39,7%, dalle associazioni culturali (27,7%) e dalle scuole (25,1%), mentre il 24% delle richieste di servizi arriva da clientela privata e il 6,3% da enti pubblici, come si evince dal dettaglio della seguente tabella 8.

Tabella 8 – I committenti delle Guide turisticheGuide 7

Secondo l’indagine di ISNART, che consentiva più risposte, il 60,5% della clientela delle Guide proviene dall’estero (vedi tabella 9), il 37,7% da altre regioni italiane, mentre il 39,8% è costituito da clientela locale e regionale. Tra i turisti stranieri, quelli più numerosi sono gli americani (47,3%), seguiti da quelli provenienti dalla Germania (25,6%), dalla Francia (25,3%), dalla Gran Bretagna (22,0%), dalla Spagna (10,4%)  dalla Russia e dall’Austria (9,1%), dal Giappone (8,4%) e dall’Australia (5,8%). I principali tour svolti dalle guide turistiche  sono in prevalenza di carattere culturale (72,3%), seguiti per il 20,5% da visite di carattere più squisitamente turistico (passeggiate panoramiche), mentre il 2,9% delle visite ha carattere religioso, seguite in egual misura (1,8%) da quelle di carattere enogastronomico e naturalistico.

Tabella 9 – Provenienza della clientela delle Guide turisticheGuide 9

L’indagine qualitativa svolta presso le strutture ricettive certificate “Ospitalità Italiana, ha invece rilevato che il 77,8% di esse è in contatto con associazioni di categoria e/o guide turistiche singole, con le quali il rapporto principale nasce da iniziative delle stesse che si presentano di persona oppure attraverso l’invio di un’email, mentre le agenzie di viaggio e i tour operator rappresentano il 13,1% del canale di contatto con esse. Da segnalare infine l’alto grado di soddisfazione da parte della clientela (8,4 su un massimo di 10 punti) per il servizio erogato dalla Guide turistiche.

Guida Turistica: professione da ridefinire

Fin qui ho riassunto tutti gli aspetti salienti dell’indagine di ISNART, il cui scopo era unicamente quello di tracciare una sorta di anagrafe delle Guide turistiche italiane, senza quindi entrare nel merito di alcune questioni di carattere normativo ancora irrisolte e che erano state oggetto di un mio articolo pubblicato esattamente un anno fa, il 25 marzo 2015 in questa stessa rubrica sotto il titolo “Le Guide turistiche sul piede di guerra”.  Per riprendere quindi il discorso abbozzato un annoi fa, ho intervistato Marcella Bagnasco, presidente dell’Associazione Nazionale Guide Turistiche, che per prima cosa ha denunciato il fatto che, nonostante le promesse di un anno fa, a tutt’oggi il Ministro del Turismo Dario Franceschini non ha ancora emanato una legge che ponga rimedio all’assurdità dell’enunciato dell’articolo 6 dell’ormai celebre (?!?) cosiddetto Codice del Turismo (Decreto Legislativo n. 79/2011) dell’ex Ministra del Turismo Michela V. Brambilla. In questo articolo infatti le professioni turistiche vengono definite in questo modo: “Sono professioni turistiche quelle attività aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione dell’attività turistica, nonché servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati”. Come si vede, si tratta di un enunciato piuttosto oscuro e misterioso, da cui è impossibile capire né chi sia la guida turistica né in cosa consista la sua attività professionale, tanto che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali ben 19 articoli del Codice brambilliano! La figura della guida turistica invece, secondo Marcella Bagnasco era perfettamente delineata dalla cosiddetta Legge Quadro per il Turismo n. 217/83, che all’articolo 11 definiva Guida turistica “Chi per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite ad opere d’arte, a musei, a gallerie, a scavi archeologici, illustrando le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali”.

Turisti in coda per la visita al Museo della Commenda di Genova

Turisti in coda per la visita al Museo della Commenda di Genova

Un coacervo di leggi, decreti e pronunce della Corte Costituzionale

Tale legge fu abrogata in seguito all’entrata in vigore della Legge n. 135 del 29 marzo 2001 di “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, che all’articolo 7 definiva professioni turistiche “Quelle che organizzano e forniscono servizi di promozione dell’attività turistica, nonchè servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e guida dei turisti”, conferendo alle Regioni la facoltà di autorizzarne l’esercizio. Ma anche questa legge, come si sa, ebbe vita brevissima perché fu caducata a sua volta dalla Legge Costituzionale del 18 ottobre 2001 n.3 di Modifica del titolo V della Costituzione e in particolare degli articoli 117 e 118 che attribuivano competenza esclusiva alle Regioni in materia di Turismo. Il punto però è che le Regioni hanno interpretato a loro modo tale competenza e hanno proceduto ad emanare leggi anche in materia di professioni turistiche, tanto da far recepire al Governo un accordo tra lo Stato, le Regioni e le province autonome sui principi per l’armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico in base alla legge 135/2001 citata. Tale recepimento fu adottato con Decreto del Presidente del Consiglio di Ministri (DPCM) in data 13 settembre 2002, dove si stabiliva che tali principi venivano definiti d’intesa tra il Governo e le Regioni e in particolare i “Requisiti e le modalità di esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni turistiche”. Cosa che però non poteva competere alle Regioni, perché le norme sulle professioni sono materia di legislazione concorrente, come recita chiaramente l’articolo 3 della citata Legge costituzionale n.3 del 2001. Tanto che un Decreto del Presidente della Repubblica (DPR 27 aprile 2004) ha annullato l’articolo 7 della Legge 135/2001 e il successivo accordo tra lo Stato e le Regioni, recepito dal citato DPCM del 13 settembre 2002. La stessa Corte Costituzionale ha dichiarato a sua volta incostituzionali alcune leggi regionali in materia di professioni turistiche, come quelle emanate nel frattempo dalla Toscana e dall’Emilia Romagna, in quanto ha ritenuto che compete allo Stato non solo l’individuazione delle figure professionali, ma anche la definizione e la disciplina dei requisiti e dei titoli necessari per l’esercizio delle professioni stesse. Va ricordato infatti che per esercitare l’attività di Guida Turistica è necessario sostenere un esame di abilitazione di carattere regionale, ma l’esercizio viene circoscritto nella maggior parte dei casi all’ambito provinciale: ciò ha anche un senso data la varietà, ricchezza, dotazione e diversità tra le varie Region in fatto di musei, monumenti, siti archeologici. Va anche precisato che con l’entrata in vigore nel 1993 del Trattato di Shengen, si è stabilita la libera circolazione delle persone, delle imprese e delle professioni (compresa quindi quella di Guida Turistica) all’interno di tutti i Paesi aderenti all’U.E. nel rispetto però delle leggi e delle normative vigenti nei singoli Paesi. Tale attività comunque può essere esercitata in maniera temporanea e occasionale dalle guide turistiche straniere, che però non sono autorizzate a svolgere l’attività all’interno dei musei, dei monumenti e dei siti archeologici. “Sappiamo invece che si verificano quotidianamente infrazioni a queste norme – conclude Marcella Bagnasco – tanto che in Campania, per esempio, alcune di queste guide straniere vivono stabilmente in appartamenti affittati e forniscono servizi continuativi a gruppi di turisti inviati in Italia da Tour Operator stranieri, facendo concorrenza sleale alle guide locali e arrecando grave danno anche all’erario! Purtroppo non ci sono controlli adeguati su questo aspetto, nonostante le nostre denunce! Aspettiamo quindi che finalmente il Ministro Franceschini si decida a emanare una norma che chiarisca definitivamente tutte queste questioni riguardanti l’esercizio di Guida turistica nel nostro Paese!”

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