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Il Poliedro Turismo

PoliedroL’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo dell’ONU) definisce il turismo come  “Le attività delle persone che viaggiano verso, e si trovano in, luoghi diversi dal proprio ambiente abituale, per un periodo complessivo non superiore a un anno consecutivo, a scopo di svago, affari o per motivi diversi dall’esercizio di un’attività remunerata all’interno dell’ambiente visitato”. Tale definizione però, a mio parere, è incompleta in quanto trascura la “materia prima”, il territorio, che forma il prodotto e quindi tutti i fenomeni e le conseguenze a suo carico che il movimento turistico provoca, intervenendo di fatto anche come elemento di modifica e di contaminazione (se non addirittura di stravolgimento) a carico della stessa destinazione. È limitativa anche perché ingenera la convinzione che i suoi “attori” siano esclusivamente i viaggiatori, mentre la destinazione viene concepita soltanto come componente passiva che “subisce” le attività delle persone che viaggiano. Viaggiatori e destinazioni al contrario, sono soggetti attivi in quanto interagiscono in uno interscambio di valori, di culture, di esperienze e non solo di servizi “usati” e di “economie” attivate. Un “sistema turistico” sussiste infatti se l’incontro tra la domanda (i viaggiatori) e l’offerta (la destinazione) è reciprocamente etico, corretto, rispettoso delle persone, del patrimonio identitario e dell’ambiente naturale e antropico della destinazione. Occorre quindi avere un approccio olistico, cioè totalizzante, al turismo in quanto esso è organicamente e strutturalmente inscindibile dalla “totalità” di un dato sistema di vita. Fissati questi “paletti”, secondo me il turismo si può definire come segue: “Il turismo è un fenomeno plurimo, determinato dagli spostamenti dei visitatori dal luogo della propria residenza abituale verso un altro luogo, per differenti motivazioni (ad eccezione di quella di stabilirvi la residenza per lavoro o studio), e dall’uso di infrastrutture, strutture e servizi di varia natura e tipologia atti a soddisfare sia i bisogni della moderna vita associata, sia la necessità di fruire e godere dei diversi beni e delle risorse (naturali, culturali ecc..) di un dato territorio e di un dato ambiente, che di conseguenza vengono modificati”. Tale definizione è tratta dal mio libro “Il sistema dei congressi e degli eventi aggregativi” edito dalla Hoepli. Pur non avendo la pretesa che tale definizione sia la più corretta, di certo essa costituisce un tentativo di sintesi di tutti gli aspetti, i soggetti e le attività che vengono interessati o “contaminati” dal “fenomeno plurimo” del turismo. Esso infatti si manifesta in tanti modi e aspetti e di conseguenza coinvolge e interessa tutto il sistema di vita dei territori turistici, intesi sia come destinazioni sia come territori di transito: dall’economia all’ambiente, dalla cultura alle tradizioni, dalle infrastrutture ai servizi sociali, dal sistema infrastrutturale all’artigianato, dalle imprese e attività turistiche agli enti territoriali ecc.. Tutto questo è generato dalle motivazioni o “bisogni” (gli scopi di cui parla la definizione dell’UNWTO) che spingono i turisti a viaggiare, per soddisfare i quali occorre quindi che le destinazioni del viaggio siano dotate di una serie di strutture e servizi sia “turistici”, sia di carattere complementare, sociale e infrastrutturale che, di conseguenza vi introducono aspetti di “novità” e quindi ne modificano e spesso trasformano completamente la struttura, il paesaggio e l’organizzazione socioeconomica originari. Per sintetizzare e rappresentare anche visivamente tutti gli aspetti e le variabili che concorrono a definire l’indice di turisticità di una data località, la figura più efficace è quella del dodecaedro: il poliedro a dodici facce che ha affascinato scienziati, matematici, artisti (Euclide, Luca Pacioli, Piero della Francesca, Leonardo da Vinci) e che, secondo me, meglio esemplifica e rende percepibile anche fisicamente il fenomeno del turismo nella sua globalità e nelle sue interrelazioni con i vari settori e con i mercati. Ogni “faccia”, ogni aspetto del poliedro è parte inscindibile, essenziale e solidale di un unico sistema pur nella diversità degli aspetti, ognuno dei quali “tiene” tutti gli altri e da tutti gli altri è a sua volta sostenuto/tenuto: se quindi si trascura un aspetto o un’interfaccia si ha come conseguenza il crollo tutti gli altri aspetti e quindi del poliedro nel suo complesso. Le dodici facce che compongono il “poliedro turismo” sono le seguenti: 1) Patrimonio culturale, naturale e antropico – 2) Infrastrutture, trasporti, accessibilità e mobilità – 3) Sistema socioeconomico del territorio – 4) Cultura dell’ ospitalità e dell’accoglienza dei residenti – 5) Governance, organizzazione e competitività del sistema turistico – 6) Risorse umane – 7) Offerta ricettiva – 8) Imprese e servizi pararicettivi e complementari – 9) Prodotti, servizi e segmenti turistici – 10) Domanda turistica: mercati,”personalità” e motivazioni – 11) Immagine, “personalità” e  brand corporate delle destinazioni turistiche – 12) Sistema di marketing turistico-territoriale integrato. La “profondità spaziale” del poliedro è inoltre in grado di far percepire il concetto che, oltre la superficie geografica del paesaggio culturale, esiste un sottosuolo che influenza in maniera decisiva l’economia e la qualità della vita delle comunità, in quanto conserva e dispensa materie prime essenziali come l’humus, la terra, l’acqua, l’energia fossile non solo per il turismo ma soprattutto per la vita di ogni essere vivente. Da ciò consegue che anche la politica economica relativa al “fenomeno plurimo turismo” non può trascurare gli aspetti che riguardano le risorse del suolo e del sottosuolo e le relative discipline che le studiano, analizzano, ne progettano lo sfruttamento, ne individuano gli spazi e ne definiscono i criteri anche per la costruzione di infrastrutture e strutture turistiche e complementari. Tutto ciò rende evidente un aspetto: l’impossibilità di ascrivere il turismo ad un ben definito settore economico-produttivo. Il turismo infatti non “vende” solo camere d’albergo, non eroga solo servizi, non fornisce solo professionalità; vende invece territori/luoghi in tutte le loro complessità e peculiarità, organizzati per prodotti/segmenti costituiti dal mix di servizi e di beni, questi ultimi “preconfezionati parzialmente” da organismi “terzi” rispetto al settore turistico in senso stretto. Organizzare l’offerta turistica non significa quindi solo ottimizzare i fattori strumentali endogeni del prodotto, ma co-gestire solidalmente le risorse che motivano i turisti all’acquisto dei prodotti e dei servizi, valutando anche i “rischi del turismo” in relazione all’impatto a loro carico che può provocare lo sviluppo incontrollato delle attività turistiche. Senza tale preventiva valutazione, si rischia infatti di produrre vere e proprie diseconomie, con conseguente perdita di appeal del territorio e relativi effetti disastrosi per le stesse imprese. Il turismo di conseguenza appartiene indissolubilmente al settore primario delle risorse che costituiscono la materia prima dei prodotti turistici (patrimonio naturale, ambientale, artistico, culturale, antropico) e delle infrastrutture e a quello terziario dei servizi che, oltre a soddisfare la sfera dei bisogni primari, consentono ai turisti di fruire della “materia prima” attraverso l’erogazione di servizi di assistenza, ospitalità, accoglienza e di promozione dell’attività turistica. In concreto il turismo può essere definito a tutti gli effetti come “NON SETTORE”, in ossequio anche al pensiero dell’ideatore del Rapporto sul Turismo Italiano il prof. Piero Barucci. Il limite invalicabile nel processo di “produzione” di strutture nel turismo è infatti dato dalla capacità che i territori hanno di “sostenerne”  lo sviluppo, in un quadro di garanzie e di tutele dei valori naturali, ambientali e culturali. La Gazzetta del Turismo e dei Viaggi quindi si propone come una sorta di osservatorio sul “fenomeno plurimo turismo”, sulle destinazioni e i luoghi consigliati dove trascorrere una vacanza, sugli aspetti, gli impatti e le conseguenze che il fenomeno dei viaggi e del turismo nel suo complesso genera a carico delle destinazioni, delle loro comunità e sugli stessi turisti-viaggiatori. Il dodecaedro costituisce quindi lo “schema culturale” metodologico e il simbolo-guida della Gazzetta del Turismo e dei Viaggi: non a caso si tratta del solido adottato da Platone per rappresentare l’universo. Quello che qui viene riprodotto è tratto da uno dei disegni che Leonardo da Vinci fece per il suo amico matematico Luca Pacioli nel XV secolo, basato sul pentagono: una figura geometrica “mitica” perché, unendo i suoi angoli con una linea, al centro si forma una stella a cinque punte, al cui interno si riforma un altro pentagono e cosi via all’infinito. Proprio come il fenomeno turismo che, in estrema sintesi, perpetua se stesso fino a quando ci sarà un essere umano che vuole coltivare il sogno della conoscenza del mondo in cui vive.